31 gennaio – Festa di San Giovanni Bosco, padre e maestro della gioventù e patrono degli oratori
Il 31 gennaio celebriamo San Giovanni Bosco, il padre e maestro della gioventù e patrono degli oratori. Una ricorrenza speciale che diventa occasione preziosa per raccontare alle nostre comunità il valore dell’Associazione NOI e per rinnovare l’impegno educativo attraverso i tesseramenti 2026. Un gesto semplice che sostiene un grande progetto di comunità.
ORATORIO
L’oratorio non è solo un luogo, ma un’esperienza viva.
È uno spazio di incontro, accoglienza e formazione cristiana, costruito giorno dopo giorno da persone che scelgono di mettersi al servizio della comunità.
Oratorio è intenzionalità educativa, è vivere il cortile come luogo di relazione, è progettare il futuro delle nuove generazioni, accompagnandole nella crescita umana e spirituale.
Un luogo dove si cresce insieme.
ASSOCIAZIONISMO
L’associazione è una vera scuola di vita: educa al bene comune, al dialogo e alla responsabilità condivisa.
Essere associati significa scegliere di camminare insieme, riconoscendo che la forza nasce dalla comunità e dalle relazioni autentiche.
NOI Associazione – APS sostiene e promuove l’oratorio, in profondo legame con la comunità ecclesiale del territorio, valorizzando la partecipazione attiva di tutti.
IL CIRCOLO NOI
Il Circolo NOI è la comunità dei soci che operano all’interno dell’oratorio o della parrocchia.
Ogni circolo è autonomo, ma unito agli altri dalla condivisione dei valori associativi, dallo stile educativo e dalla passione per il bene delle persone.
Un modo concreto per essere protagonisti nella vita della comunità.
L’oratorio è un bene pubblico che genera fiducia e cittadinanza
Il 20 ottobre 2025, presso il Senato della Repubblica, si è svolto l’incontro dal titolo “Giovani e Oratori. La vita oltre i social”.
All’iniziativa è intervenuto don Riccardo Pincerato, direttore del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI. L’incontro si è svolto alla presenza di senatrici, senatori e rappresentanti istituzionali, in un dialogo aperto sul ruolo educativo e sociale degli oratori nel nostro Paese.
Nel suo intervento, don Riccardo ha sottolineato come l’oratorio rappresenti, ancora oggi, una infrastruttura educativa di prossimità, un luogo dove i giovani trovano relazioni affidabili, opportunità educative e partecipazione civica. Non sostituisc
e la scuola o i servizi pubblici — ha precisato — ma collabora con essi per il bene delle nuove generazioni.
Ampio spazio è stato dedicato alla riflessione sul rapporto tra giovani e mondo digitale.
Don Riccardo ha evidenziato i rischi legati all’iperstimolazione sensoriale dovuta all’uso costante della tecnologia e dei social: “L’iperstimolazione appiattisce lo spazio del pensiero e sposta le vite nel virtuale, dove non si fa più esperienza del mondo concreto”.
Da qui l’urgenza, per gli adulti e le comunità educative, di offrire ai ragazzi spazi di pensiero critico e di sperimentazione nel reale, aiutandoli a recuperare il senso della presenza e delle relazioni autentiche.
Nella parte centrale del suo intervento, don Riccardo ha descritto l’oratorio come un bene pubblico di interesse sociale, riconosciuto anche dalla Legge 206/2003, che merita di essere sostenuto attraverso politiche stabili e coprogettazione integrata tra parrocchie, enti locali e scuole.
L’oratorio — ha ricordato — genera relazioni e fiducia, promuove crescita integrale e benessere, favorisce cittadinanza attiva e coesione sociale. È un contesto che previene il disagio e aiuta i ragazzi a sviluppare competenze di vita, mettendoli in condizione di “osare” e di non sentirsi soli.
Don Riccardo ha infine rivolto un appello a sostenere gli oratori non solo come luoghi di aggregazione, ma come presidi educativi e civici, capaci di “aiutare gli oratori a uscire dal proprio disagio educativo, per accompagnare i giovani a vivere la vita oltre i social”.
