Formare per educare: percorsi per animatori per crescere nel servizio

Vengono proposti cinque percorsi formativi pensati come guida per supportare la realizzazione delle attività, in particolare quelle estive. Ogni gruppo potrà utilizzarli come punto di riferimento, adattandoli liberamente alle proprie esigenze.

I cantieri formativi sono:

  1. Giochi
  2. Attività di riflessione e spiritualità
  3. Identità dell’animatore d’oratorio
  4. Gestione delle attività
  5. Tutela minori

Nel caso di necessità di un formatore esterno, potete scrivere all’indirizzo email: giovani@diocesitn.it

Il servizio di formazione può prevedere dei costi.


1. GIOCHI

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Questa traccia nasce con l’obiettivo di offrire strumenti pratici e spunti di riflessione per utilizzare il gioco in maniera costruttiva e sicura, evitando proposte inadatte o rischiose, e favorendo invece esperienze inclusive e significative. La traccia è suddivisa in giochi di accoglienza, di conoscenza e grandi giochi, pensati per accompagnare l’animatore nel suo ruolo educativo e stimolare una sempre maggiore consapevolezza della responsabilità che questo ruolo comporta.

Per questo motivo, all’animatore è richiesto un ruolo attivo e consapevole: saper scegliere, conoscere, sperimentare e gestire il gioco in modo intenzionale. Il gioco non va improvvisato né lasciato totalmente al caso, ma pensato e strutturato in base all’età, al gruppo e alla situazione, diventando parte del bagaglio educativo dell’animatore durante tutto l’anno e non solo nei momenti “di riempimento”.

2. ATTIVITA’ DI RIFLESSIONE E SPIRITUALITA’

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Questa proposta si articola in tre incontri pensati per aiutare gli animatori a scoprire, approfondire e vivere la dimensione spirituale del proprio servizio.

Il primo incontro parte dall’esperienza personale, guidando i partecipanti a riconoscere che in ciascuno esiste una dimensione interiore e spirituale spesso poco esplorata. Attraverso attività esperienziali, momenti di silenzio e condivisione, gli animatori sono accompagnati a dare un nome a ciò che vivono dentro di sé.

Il secondo incontro mette in relazione il servizio di animazione con la fede, mostrando come le motivazioni personali possano trovare unità e significato in un centro comune, che può essere riconosciuto nella presenza di Dio. In questa prospettiva, l’essere animatore non si riduce a un fare, ma diventa uno stile di vita ispirato al Vangelo, capace di orientare relazioni, scelte e responsabilità.

Il terzo incontro, infine, ha un taglio più pratico e fornisce strumenti concreti per ideare e strutturare momenti di preghiera semplici ma significativi, sia per i bambini sia per il gruppo animatori.

3. IDENTIKIT DELL’ANIMATORE D’ORATORIO

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La formazione dell’animatore non riguarda solo l’acquisizione di competenze pratiche o tecniche, ma soprattutto la costruzione della propria identità e la consapevolezza del ruolo educativo che si è chiamati a vivere in oratorio. Essere animatore significa mettersi in gioco come persona, con la propria storia, le proprie motivazioni, i propri limiti e le proprie risorse, all’interno di una relazione significativa con bambini, ragazzi e con l’intera comunità educativa.

Questa traccia nasce con l’obiettivo di accompagnare gli animatori in un percorso di riflessione condivisa sull’“identità dell’animatore”, partendo dalle esperienze personali e dalle immagini di animatore che ciascuno porta con sé. Non si tratta di una formazione frontale, ma di un cammino costruito attraverso l’ascolto, il confronto e la condivisione, valorizzando il contributo di ogni partecipante.

4. GESTIONE DELLE ATTIVITA’

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Le attività estive parrocchiali (grest, campeggi, settimane comunitarie…) sono un tempo prezioso, intenso, carico di aspettative e di responsabilità.

Spesso, però, ci si trova a prepararle “di corsa”, e possono accadere due estremi: o si riempiono i tempi con giochi e proposte qualsiasi, o si tende a ripetere schemi già collaudati perché “si è sempre fatto così”.

Questo cantiere formativo nasce dal desiderio di fermarsi a pensare, prima di fare, aiutando gli animatori a dare senso e coerenza alle proposte, valorizzando ciò che già esiste e adattandolo al contesto. La formazione stimola a programmare con consapevolezza, valutando il significato di giochi, attività e schemi organizzativi, e a condividere ruoli e responsabilità tra tutti i coinvolti.

5. TUTELA MINORI

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Questo percorso formativo è strutturato in più incontri, con l’obiettivo di far conoscere le Linee guida per la tutela delle persone minorenni e vulnerabili nelle attività pastorali, confrontarle con le pratiche educative e stimolare una riflessione sul ruolo degli adulti per promuovere una cultura della tutela basata sulla consapevolezza, sulla responsabilità e sulla cura delle relazioni educative.

Il primo incontro è dedicato alle Linee guida e viene proposta un’attività di autovalutazione delle esperienze educative, per individuare punti di forza e criticità.

Il secondo incontro approfondisce la riflessione e si concentra sul valore della dimensione comunitaria e della corresponsabilità educativa: gli adulti sono chiamati a prendersi cura delle relazioni, accompagnando i più giovani verso l’autonomia.

Il terzo incontro prevede lavori di gruppo su situazioni concrete, per esercitarsi nell’analisi e nella gestione delle criticità. L’obiettivo non è trovare soluzioni perfette, ma sviluppare capacità di confronto e riflessione condivisa. Particolare attenzione è posta anche alla prevenzione e alla programmazione futura.