31 gennaio – Festa di San Giovanni Bosco, padre e maestro della gioventù e patrono degli oratori
Il 31 gennaio celebriamo San Giovanni Bosco, il padre e maestro della gioventù e patrono degli oratori. Una ricorrenza speciale che diventa occasione preziosa per raccontare alle nostre comunità il valore dell’Associazione NOI e per rinnovare l’impegno educativo attraverso i tesseramenti 2026. Un gesto semplice che sostiene un grande progetto di comunità.
Perché tesserarsi
Tesserarsi a NOI significa entrare in una comunità viva e diffusa su tutto il territorio nazionale, che negli oratori e nei circoli costruisce ogni giorno spazi di crescita autentica per bambini, ragazzi, giovani e adulti. Non solo luoghi di attività e divertimento, ma laboratori di umanesimo educativo, dove si impara a pensare con la propria testa, a crescere come persone e come cittadini, e a coltivare relazioni autentiche e solide.
«Di fronte alle sfide educative del nostro tempo non basta la buona volontà, non si può essere da soli. Serve un NOI, una comunità. Con la nostra associazione rendiamo gli oratori laboratori, scuola, percorsi di speranza. Il nostro cammino, sulle orme del Vangelo, diventa così certezza di una meta», spiega don Luca Ramello, presidente nazionale di NOI Associazione.
L’associazione NOI accompagna ogni persona lungo il cammino della vita, aiutandola a sviluppare un’intelligenza pienamente umana: capace di ascolto, di discernimento, di apertura all’altro. Un’intelligenza radicata in Cristo e orientata al bene comune.
La tessera NOI non è solo un adempimento formale. È un segno di appartenenza, la scelta di far parte di una rete educativa riconosciuta nel Terzo Settore, con tutti i diritti e i vantaggi delle associazioni di promozione sociale. È anche garanzia di copertura assicurativa durante le attività associative. Ma, soprattutto, è una dichiarazione di fiducia in un progetto educativo che mette al centro le persone e i legami.
Come tesserarsi
Rinnovare o richiedere la tessera NOI è semplice, basta recarsi presso il proprio circolo/oratorio e richiedere la propria tessera. Con NOIapp puoi avere la tessera digitale sempre con te: basta registrarsi inserendo il proprio codice fiscale e un indirizzo e-mail per accedere al profilo personale. Ricorda: prima di scaricare l’app è necessario richiedere o rinnovare l’iscrizione nel tuo oratorio o circolo.
È il momento di rinnovare la tua tessera, ricordalo anche ai tuoi amici. Per essere ancora NOI, insieme a te.
ORATORIO
L’oratorio non è solo un luogo, ma un’esperienza viva.
È uno spazio di incontro, accoglienza e formazione cristiana, costruito giorno dopo giorno da persone che scelgono di mettersi al servizio della comunità.
Oratorio è intenzionalità educativa, è vivere il cortile come luogo di relazione, è progettare il futuro delle nuove generazioni, accompagnandole nella crescita umana e spirituale.
Un luogo dove si cresce insieme.
ASSOCIAZIONISMO
L’associazione è una vera scuola di vita: educa al bene comune, al dialogo e alla responsabilità condivisa.
Essere associati significa scegliere di camminare insieme, riconoscendo che la forza nasce dalla comunità e dalle relazioni autentiche.
NOI Associazione – APS sostiene e promuove l’oratorio, in profondo legame con la comunità ecclesiale del territorio, valorizzando la partecipazione attiva di tutti.
IL CIRCOLO NOI
Il Circolo NOI è la comunità dei soci che operano all’interno dell’oratorio o della parrocchia.
Ogni circolo è autonomo, ma unito agli altri dalla condivisione dei valori associativi, dallo stile educativo e dalla passione per il bene delle persone.
Un modo concreto per essere protagonisti nella vita della comunità.
L’oratorio è un bene pubblico che genera fiducia e cittadinanza
Il 20 ottobre 2025, presso il Senato della Repubblica, si è svolto l’incontro dal titolo “Giovani e Oratori. La vita oltre i social”.
All’iniziativa è intervenuto don Riccardo Pincerato, direttore del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI. L’incontro si è svolto alla presenza di senatrici, senatori e rappresentanti istituzionali, in un dialogo aperto sul ruolo educativo e sociale degli oratori nel nostro Paese.
Nel suo intervento, don Riccardo ha sottolineato come l’oratorio rappresenti, ancora oggi, una infrastruttura educativa di prossimità, un luogo dove i giovani trovano relazioni affidabili, opportunità educative e partecipazione civica. Non sostituisc
e la scuola o i servizi pubblici — ha precisato — ma collabora con essi per il bene delle nuove generazioni.
Ampio spazio è stato dedicato alla riflessione sul rapporto tra giovani e mondo digitale.
Don Riccardo ha evidenziato i rischi legati all’iperstimolazione sensoriale dovuta all’uso costante della tecnologia e dei social: “L’iperstimolazione appiattisce lo spazio del pensiero e sposta le vite nel virtuale, dove non si fa più esperienza del mondo concreto”.
Da qui l’urgenza, per gli adulti e le comunità educative, di offrire ai ragazzi spazi di pensiero critico e di sperimentazione nel reale, aiutandoli a recuperare il senso della presenza e delle relazioni autentiche.
Nella parte centrale del suo intervento, don Riccardo ha descritto l’oratorio come un bene pubblico di interesse sociale, riconosciuto anche dalla Legge 206/2003, che merita di essere sostenuto attraverso politiche stabili e coprogettazione integrata tra parrocchie, enti locali e scuole.
L’oratorio — ha ricordato — genera relazioni e fiducia, promuove crescita integrale e benessere, favorisce cittadinanza attiva e coesione sociale. È un contesto che previene il disagio e aiuta i ragazzi a sviluppare competenze di vita, mettendoli in condizione di “osare” e di non sentirsi soli.
Don Riccardo ha infine rivolto un appello a sostenere gli oratori non solo come luoghi di aggregazione, ma come presidi educativi e civici, capaci di “aiutare gli oratori a uscire dal proprio disagio educativo, per accompagnare i giovani a vivere la vita oltre i social”.
