{"id":2,"date":"2017-04-05T10:47:13","date_gmt":"2017-04-05T08:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/?page_id=2"},"modified":"2017-08-16T16:32:21","modified_gmt":"2017-08-16T14:32:21","slug":"luoghi-di-interesse","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/","title":{"rendered":"Luoghi di interesse"},"content":{"rendered":"<h2>Parchi, laghi e luoghi naturalistici<\/h2>\n    <div class=\"lip-container\">\n        <div class=\"lip-main\">         \n            <ul id=\"og-grid\" class=\"og-grid\">\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/ciucioi\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/ciucioi.jpg\" data-title=\"Giardino dei Ciucioi (Lavis)\" data-description=\"Il Giardino Bortolotti, detto &quot;dei Ciucioi&quot;, &egrave; un esempio di architettura di tipo romantico tramite il quale si &egrave; cercato di far rivivere un paesaggio fantastico e pittoresco. Si tratta di un complesso monumentale molto particolare, disposto su una serie di terrazzi artificiali cinti da suggestive strutture architettoniche, che rientra nelle creazioni dettate dal gusto eclettico e pittoresco della prima met&agrave; dell&rsquo;Ottocento. \nIl Giardino dei Ciucioi si sviluppa in un percorso a rampa elicoidale, con alla sommit&agrave; l&rsquo;edificio detto Casa del Giardiniere, in cui si susseguono terrazzamenti coronati con curiose strutture. \nNel periodo di massimo splendore, una grande serra, simile alle limonaie del lago di Garda, ospitava magnifiche piante rare: palme, limoni, magnolie, aranci, ulivi.\nPer molti decenni il giardino attir&ograve; l&rsquo;interesse dei forestieri, che sostavano a Lavis per visitarlo. La Prima Guerra Mondiale danneggi&ograve; gravemente il giardino, le cui piante furono poi vittima di una terribile siccit&agrave; nel 1921.\nOggi il giardino &egrave; sottoposto a lavori di restauro che lo riporteranno all&rsquo;antico splendore.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/ciucioi-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Giardino dei Ciucioi (Lavis)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/lagosanto\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/lagosanto.jpg\" data-title=\"Lago Santo (Cembra Lisignago)\" data-description=\"A cinque chilometri dal paese di Cembra, il lago Santo, di origine glaciale, &egrave; uno specchio d&rsquo;acqua molto suggestivo. La leggenda locale narra che un tempo, dove ora si trova il lago, ci fosse un terreno oggetto di feroci liti tra gli eredi, tanto che uno di loro, esasperato, auspic&ograve; che diventasse un lago. Da quel momento l&rsquo;acqua cominci&ograve; a salire dal sottosuolo, minacciando l&rsquo;abitato sottostante di Cembra. Gli abitanti del paese, preoccupati per il pericolo incombente, si recarono in pellegrinaggio al terreno e quando il parroco vi gett&ograve; l&rsquo;anello della Madonna, l&rsquo;acqua si plac&ograve;. Da allora il luogo prese il nome di lago Santo. Il lago &egrave; luogo di partenza di numerose escursioni a piedi o a cavallo, ed &egrave; meta apprezzata di pescatori e bagnanti. D&rsquo;inverno la superficie ghiacciata &egrave; adatta per il curling.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/lagosanto-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Lago Santo (Cembra Lisignago)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/lases\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/lases.jpg\" data-title=\"Lago di Lases(Lases)\" data-description=\"Il lago di Lases si trova nel Comune di Lona-Lanes, cuore della Valle di Cembra, ad un&rsquo;altitudine di 629 metri. &Egrave; un lago molto pescoso con spiagge a prato ed &egrave; quindi particolarmente apprezzato dai bagnanti in estate e dai pescatori. Ci sono spiagge attrezzate ed &egrave; stata creata un&#039;area per il bagno con fondale di sabbia. In riva al lago &egrave; possibile passeggiare, fare trekking oppure cimentarsi con il windsurf. E&acute; un lago di dimensioni interessanti: oltre 110.000 mq e circa 30 di profondit&agrave; massima.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/lases-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Lago di Lases(Lases)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/monetmezzoroca\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/monetMezzoroca.jpg\" data-title=\"Monte di Mezzocorona (Mezzocorona)\" data-description=\"Il Monte di Mezzocorona, grande intreccio di sentieri ed oasi di pace e tranquillit&agrave; preclusa al traffico, si erge sopra l&rsquo;omonimo abitato. Comodamente raggiungibile in pochi minuti con la Funivia Monte di Mezzocorona o, per i pi&ugrave; allenati, a piedi da Mezzocorona o dalla via ferrata del Burrone Giovanelli, &egrave; la meta ideale per rigenerarsi in una suggestiva cornice attorniata dal verde, non troppo lontana dalla citt&agrave;. \nDi itinerari ce n&rsquo;&egrave; davvero di tutte le difficolt&agrave; e per tutti i gusti, con splendida vista sulla Piana Rotaliana, la Valle dell&#039;Adige ed i monti circostanti.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/monetMezzoroca-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Monte di Mezzocorona (Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/piazze\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/piazze.jpg\" data-title=\"Lago delle Piazze (Bedollo)\" data-description=\"Il lago delle Piazze, nel comune di Bedollo, &egrave; situato a monte del lago della Serraia, tra le boscose pendici del Ceramonte e del Dosso di Costalta. In estate &egrave; particolarmente apprezzato da chi si dedica agli sport acquatici e ai bagni di sole sui verdi prati che lo circondano. Un&rsquo;affascinante passeggiata permette di compiere il giro completo del lago. Inoltre, questo &egrave; il posto ideale dove praticare pesca, dragon boat, arrampicata e windsurf.\nNel periodo invernale il livello delle acque si riduce e mette a nudo le sue sponde rocciose.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/piazze-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Lago delle Piazze (Bedollo)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/serraia\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/serraia.jpg\" data-title=\"Lago di Serraia (Baselga di Pin&egrave;)\" data-description=\"D&#039;estate sono moltissimi i turisti che passeggiano lungo la riva o praticano sport d&rsquo;acqua come il dragon boat. Il lago ha una superficie di circa 452.000 mq, ha una profondit&agrave; massima di 15 metri e media di 6 metri. Il suo perimetro &egrave; segnato da un comodo sentiero che lo collega all&#039;altro lago dell&acute;altopiano, quello delle Piazze. La fascia di canneto che ne borda la riva settentrionale e una parte dello stesso lago fanno parte del biotopo Paludi di Sternigo. Per gli appassionati della spiaggia, il Lido &egrave; organizzato con efficienti strutture balneari. Numerose sono anche le possibilit&agrave; di escursione nei boschi, fra canneti e prati che circondano il lago.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/serraia-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Lago di Serraia (Baselga di Pin&egrave;)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/roccolo\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/roccolo.jpg\" data-title=\"Roccolo del Sauch (Giovo)\" data-description=\"Il Roccolo del Sauch, posto all&rsquo;interno del comune di Giovo, in Valle di Cembra, &egrave; un sistema antichissimo per la cattura degli uccelli. Si tratta di una costruzione vegetale di alberi di faggio ed abete opportunamente intrecciati e potati, cos&igrave; da creare una galleria praticabile con al centro uno spiazzo erboso. Dopo che un gran numero di volatili si era posato nello spazio posto al centro della galleria, dal casotto veniva agitato lo spauracchio preceduto dal fischio dell&rsquo;uccellatore. La fuga in senso orizzontale portava gli uccelli dritti verso una rete pressoch&eacute; invisibile tesa tra le arcate della galleria.\n\nDal 1968 questo strumento di caccia &egrave; proibito ed il luogo &egrave; diventato, dal 1993, osservatorio e centro didattico ambientale. \">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/roccolo-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Roccolo del Sauch (Giovo)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/tovel\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/tovel.jpg\" data-title=\"Lago di Tovel (Ville d&#039;Anaunia)\" data-description=\"Ancora oggi, nonostante non accada pi&ugrave;, il lago di Tovel &egrave; ricordato per il fenomeno unico al mondo dell&rsquo;arrossamento. Fino alla met&agrave; degli anni &rsquo;60, in estate, un certa alga affiorava in superficie, e lo specchio d&rsquo;acqua appariva di un rosso acceso. Per spiegare questo fatto straordinario, nacquero misteriose storie e leggende, come quella della regina Tresenga.\n\nOggi il lago di Tovel &egrave; uno dei gioielli naturalistici del Parco Naturale Adamello &ndash; Brenta. Visitarlo significa godere appieno del contatto con la natura: il centro pi&ugrave; vicino, Tuenno, &egrave; a 14 km.\n\nPer il giro del lago occorre circa un&#039;ora e mezza, ma sono molti i percorsi nei dintorni. Qui, tra il 1999 e il 2002, &egrave; stato reintrodotto l&rsquo;orso bruno. All&rsquo;animale simbolo del parco &egrave; dedicata la Casa del Parco Lago Rosso, vicino al lago, allestita in collaborazione con il MUSE: l&rsquo;occasione per trovare testi, fotografie, filmati e ricostruzioni che permettono di scoprire il fascino del luogo.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/tovel-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Lago di Tovel (Ville d&#039;Anaunia)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/piramidi_di_segonzano\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Piramidi_di_Segonzano.jpg\" data-title=\"Piramidi di Segonzano (Segonzano)\" data-description=\"Un capolavoro della natura: torri, creste, pinnacoli disposti a canna d&rsquo;organo, alte colonne sovrastate da un masso di porfido, queste sono le Piramidi di terra nel Comune di Segonzano, in Valle di Cembra. Un fenomeno geologico unico in Trentino e raro nel mondo. Resti di un deposito morenico risalente all&rsquo;ultima glaciazione, le Piramidi sono oggi un&rsquo;attrazione turistica di alto valore didattico. Il sito &egrave; visitabile tutto l&rsquo;anno attraverso un sentiero appositamente attrezzato e ben segnalato. \">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Piramidi_di_Segonzano-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Piramidi di Segonzano (Segonzano)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/orso\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/orso.jpg\" data-title=\"Parco Faunistico di Spormaggiore (Spormaggiore)\" data-description=\"Spormaggiore ospita un Parco Faunistico dove il visitatore ha la possibilit&agrave; di poter osservare da vicino\ndiverse specie di carnivori che trovano, o in alcuni casi trovavano, nelle nostre Alpi un ambiente ideale per vivere.\nAll&rsquo;interno del Parco sono ospitati alcuni esemplari di orso bruno, che qui trovano condizioni di vita vicine a quelle naturali. Il loro recinto si estende per circa 7000 metri quadrati in una zona tranquilla e naturalmente boscata.\nNell&rsquo;area sono presenti anche alcuni esemplari di lupo, uno dei pi&ugrave; grandi carnivori autoctoni delle Alpi. L&rsquo;area a loro destinata si estende su 3500 metri quadrati di bosco ed &egrave; dotata di due ampi osservatori che, essendo posizionati in modo strategico, vi consentiranno di osservare i lupi in condizioni di semi-naturalit&agrave;. All&rsquo;interno dei due recinti sono presenti piante di grandi dimensioni come faggi, abeti rossi e larici, zone cespugliate alternate a zone aperte e un piccolo ruscello con pozze e cascatelle che ben ricreano l&rsquo;ambiente tipico di queste due specie.\nRecentemente sono inoltre stati inseriti in una bella voliera di circa 30 mq quattro esemplari di gufo reale, e, in un recinto loro dedicato arricchito di strutture ludico-ricreative, un&rsquo;esemplare di gatto selvatico.\nDurante l&rsquo;estate 2013, inoltre, il parco &egrave; stato ampliato con l&rsquo;aggiunta di esemplari di lince e di volpe; tutte le specie di animali sono inseriti in ampi recinti arricchiti da strutture naturali quali rocce, alberi, ruscelli, laghetti e altro. Completano il Parco una fattoria con animali domestici, un punto ristoro\/punto gadget, un laghetto alpino, un parco giochi per il divertimento dei pi&ugrave; piccoli ed una sala video, con circa 20 posti a sedere, che permette la visione di documentari del Parco Naturale Adamello Brenta e dell&rsquo;orso bruno.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/orso-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Parco Faunistico di Spormaggiore (Spormaggiore)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                        <\/ul>\n        <\/div>\n    <\/div>\n    \n<h2>Palazzi, castelli e musei<\/h2>\n    <div class=\"lip-container\">\n        <div class=\"lip-main\">         \n            <ul id=\"og-grid\" class=\"og-grid\">\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/160514-palazzi-aperti-palazzo-della-vicinia_photo\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/160514-Palazzi-Aperti.-Palazzo-della-Vicinia_photo.jpg\" data-title=\"Palazzo della Vicinia (Mezzocorona)\" data-description=\"Palazzo della Vicinia &egrave; stato sede, fino ad alcuni anni fa, degli uffici del Comune ora sistemati nel restaurato Palazzo Firmian.\n\nL&rsquo;interessantissimo rilievo del 1841 redatto dall&rsquo;ing. Luigi Eccher indicava gi&agrave; l&rsquo;edificio quale Casa Comunale, mentre da fonti storiche risulta che il Palazzo sarebbe stato utilizzato dalla &ldquo;Vicinia&rdquo;, antica comunit&agrave; feudale.\nIl progetto inizialmente previsto &egrave; stato modificato per ospitare al piano terreno l&rsquo;ufficio tecnico comunale. Ci&ograve; ha consentito una migliore e pi&ugrave; funzionale sistemazione dei restanti uffici comunali di Palazzo Firmian.\n\nIl piano primo ed il sottotetto sono stati destinati alla Biblioteca, mentre il piano seminterrato ospita il Centro di documentazione, che conserva numerosi reperti rinvenuti in seguito alle recenti scoperte archeologiche, e ospita mostra temporanee.\n\nL&rsquo;intera ristrutturazione &egrave; stata effettuata su espressa autorizzazione e secondo precise indicazioni del Servizio Beni Culturali della Provincia, in particolare per gli interventi di consolidamento delle crepe e fessure nella volta degli archi, per la posa in opera di intonaco deumidificante, per la pulizia degli apparati lapidei, per la pulizia degli elementi metallici e per il restauro delle porte e degli infissi.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/160514-Palazzi-Aperti.-Palazzo-della-Vicinia_photo-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Palazzo della Vicinia (Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/b-7785-castello-di-segonzano\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/B-7785-castello-di-segonzano.jpg\" data-title=\"Castello di Segonzano (Segonzano)\" data-description=\"Il castello di Segonzano &egrave; una tipica costruzione medievale con mura e torri merlate, risalente al XIII secolo su uno sperone roccioso, che sorvegliava il guado dell&rsquo;Avisio presso la localit&agrave; di Cantilaga.\nLa zona aveva durante il Medioevo una rilevanza notevole, in quanto forniva alla flotta veneziana il legno di abete rosso con cui venivano costruiti gli alberi maestri delle navi. Il legno veniva trasportato a Venezia via fiume. Per questo motivo la Val di Fiemme ha potuto godere di una forte indipendenza, tanto che nacque la &ldquo;Magnifica Comunit&agrave; di Fiemme&rdquo;, ancora oggi esistente.\n\nDal 1216 il castello fu di propriet&agrave; di Rodolfo Scancio, ma in seguito ebbe molti e diversi Signori: dagli Scancio ai Rottemburgo, passando per i Greifenstein, i Duchi di Tirolo, i Lichtenstein ed infine agli A Prato, che ancora oggi sono i proprietari. La famiglia A Prato fece eseguire nel XVI secolo importanti rimaneggiamenti del castello. Ormai per&ograve; sono secoli che il castello non &egrave; pi&ugrave; abitato, esattamente dopo l&rsquo;incendio del 1796 causato dalla battaglia napoleonica.\n\nOggi i resti dell&rsquo;antica fortezza sono circondati da vigneti e meleti e si possono facilmente raggiungere attraverso il sentiero della Corvaia, poco distante dall&rsquo;abitato di Piazzo di Segonzano.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/B-7785-castello-di-segonzano-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Castello di Segonzano (Segonzano)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/castel-firmian-mezzocorona\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Castel-Firmian-Mezzocorona.jpg\" data-title=\"Castel Firmian (Mezzocorona)\" data-description=\"Castel Firmian fu costruito nel 1480 da Nicol&ograve; I di Firmian, energico capitano della Valle di Non e delle Giudicarie, il quale decise di abbandonare il sovrastante castello nella roccia (San Gottardo) in favore di una residenza pi&ugrave; comoda e pi&ugrave; in linea con i gusti e gli stili abitativi del tempo. In posizione privilegiata, alla base di imponenti pareti di roccia e affacciato su verdi vigneti, &egrave; stato da allora fino ad oggi la dimora dei Conti Firmian, signori guerrieri e mecenati delle arti. \nLa famiglia Firmian svolse un ruolo di primo piano nelle relazioni di potere tra mondo mediterraneo e germanico, ed esercit&ograve; fino al 1824 il diritto di giurisdizione (tirolese) sul territorio circostante.\nIl complesso &egrave; costituito da una torre quadrata e da una struttura abitativa, circondate da una cinta merlata a monte e da fossati a valle. Il castello fu oggetto di modifiche nei secoli successivi: nella seconda met&agrave; del Settecento fu innalzato di un piano, le quattrocentesche finestre furono sostituite da pi&ugrave; ampi vani, sulla cortina sud-est fu costruita la nuova ala che un&igrave; la torre dello sporto alla torre di guardia, fu aperto il salone a due piani e furono colmati i fossati. Nel secolo seguente fu costruita la scuderia usufruendo della cortina verso il monte, presso la torre di guardia, e furono eseguite altre aggiunte, quali la &ldquo;Casa del servo&rdquo;.\nL&rsquo;ingresso originario della residenza &egrave; il bel portale fregiato dallo stemma primitivo dei Firmian. L&rsquo;androne serve la scala dei piani nobili e il portico, un suggestivo ambiente a volte sostenuto dal massiccio pilastro. Esso &egrave; guardato dalla torre di mezzod&igrave;, detta anche torre di Mezzo, ed &egrave; in comunicazione con la sottostante strada romana, tramite un camminamento (rivellino) che collegava il castello con la strada pubblica sottostante: tale camminamento serviva al conte per controllare i traffici sull&rsquo;antica via di comunicazione con la val di Non e con il vicino guado sul fiume Noce.\nNel salone principale del maniero, oltre la cappella di S. Giovanni Nepomuceno che accoglie l&rsquo;antica statua lignea di San Gottardo proveniente dal castello nella rupe, si ammira una interessante collezione di ritratti di personaggi celebri del casato, che a grandi linee pu&ograve; riassumere la storia della potente famiglia,che svolse un ruolo di primo piano nelle relazioni di potere tra mondo mediterraneo e germanico. Il personaggio pi&ugrave; famoso della casata fu Carlo G. Firmian, nato nel 1716 (&dagger; 1782): egli fu governatoreaustriaco della Lombardia, mecenate di letterati, artisti poeti e uno dei valorizzatori del giovane Mozart, che fu suo ospite a Milano.\nOggi &egrave; lo scenario suggestivo di eventi unici organizzati nell&rsquo;adiacente cantina storica Martinelli.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Castel-Firmian-Mezzocorona-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Castel Firmian (Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/castello-della-torre-5-mezzolombardo\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Castello-della-Torre-5-Mezzolombardo.jpg\" data-title=\"Castello della Torre (Mezzolombardo)\" data-description=\"Il Castello della Torre &egrave; situato in un luogo molto significativo per la storia della borgata, su una balza tra il vecchio rione del Piaz e i gradini rocciosi del Travai&ograve;n. L&rsquo;attuale complesso castellare &egrave; frutto di ricostruzioni, ampliamenti e restauri e presenta elementi architettonici risalenti ad epoche differenti: cinquecenteschi, barocchi e settecenteschi con sovrapposizioni successive. &Egrave; considerato l&rsquo;erede del pi&ugrave; antico Castello di Mezo S. Pietro, che si presume sorgesse sull&rsquo;altura della Toresela. Le prime notizie storiche risalgono al 1541, anno in cui il principe vescovo Cristoforo Madruzzo elesse a feudo vescovile il casamento &ldquo;detto la torre&rdquo; sito sul &ldquo;dosso di S. Apollonia&rdquo;, infeudandone Sigismondo Spaur. \nIl nucleo pi&ugrave; antico &egrave; costituito dalla torre grande, risalente ai primi anni del Quattrocento, che nel Cinquecento &egrave; stata inserita nel palazzo baronale ed accompagnata da due altre torri a scopo ornamentale. Il rifacimento spauriano ha modificato l&rsquo;impianto preesistente ed &egrave; stato portato avanti dalla famiglia anche dopo la morte di Sigismondo, avvenuta nel 1544. Interessante ricordare che nel 1638 fra queste mura nacque Giovanni Michele Spaur, principe vescovo di Trento dal 1695 al 1725. Gli Spaur abitarono Castello della Torre fino alla prima met&agrave; del XIX secolo, quando il loro asse ereditario pass&ograve; al conte Eugenio Welsperg.\nIn seguito il castello venne venduto alla Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Nel 1940, infine, fu comperato da Rinaldo Tamanini. Il complesso castellare, interamente circondato da una cinta muraria, comprende i terrazzamenti di coltura, la chiesetta di S.Apollonia e due nuclei abitativi: un casamento rurale e la residenza nobiliare con torre angolare nella corte inferiore; una casa torre e la torre grande nella corte superiore. Oggi, nelle 64 stanze degli antichi edifici, &egrave; rimasta solo qualche tela della ricca raccolta che esse un tempo custodivano.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Castello-della-Torre-5-Mezzolombardo-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Castello della Torre (Mezzolombardo)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/firmian\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/firmian.jpg\" data-title=\"Palazzo Firmian (Mezzocorona)\" data-description=\"Palazzo Firmian fu fin dal medioevo la sede della giurisdizione di Mezzocorona. In seguito all&rsquo;acquisto nel 1985, da parte del comune, si iniziarono i restauri che hanno riportato alla luce gli splendidi affreschi presenti nel palazzo. Una prima ipotesi di attribuzione di quelli presenti al secondo piano a Paul Troger (1698-1762), esponente di primo piano del barocco austriaco, &egrave; stata suffragata a seguito dell&#039;evidenziazione della firma del pittore su uno degli affreschi. I dipinti a fresco di Mezzocorona sono attribuibili al primo periodo di attivit&agrave; dell&#039;artista (fine del primo ventennio del secolo), e attestano che il pittore &egrave; gi&agrave; venuto a contatto diretto con la pittura veneziana. Una scoperta di grande valore, perch&eacute; testimonia l&rsquo;alto livello culturale ed artistico maturato dalla nobilt&agrave; della zona, in particolare del casato dei Firmian, che evidentemente si dedicavano al mecenatismo e sostenevano la formazione di artisti promettenti.\nIl ciclo &egrave; assai coerente ed &egrave; chiaramente collegato all&#039;apogeo della famiglia Firmian e alla figura di Francesco Alfonso: il tema della esaltazione del casato &egrave; centrale e presentato attraverso vari quadri di soggetto mitologico (Apoteosi della Famiglia Firmian nell&#039;Olimpo; Trionfo di Amore sul destino e sulla Morte; Bellerofonte in sella a Pegaso trafigge la Chimera; Ercole saetta gli uccelli Stinfalidi; San Michele Arcangelo sconfigge il drago). Questa iconografia &egrave; frutto di una politica di immagine che punta a sottolineare le virt&ugrave; e i valori del casato committente attraverso la comunicazione figurativa.\nNotevoli sono anche i manufatti di pregio dell&#039;edificio: si segnalano i rivestimenti lignei in cirmolo delle stanze del primo piano, i caminetti secenteschi, i secenteschi arazzi fiamminghi, le stufe in maiolica dei secoli XVII e XVIII, la pala del Troger con l&#039;Adorazione dei Magi esposta nella cappella.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/firmian-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Palazzo Firmian (Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/gottardo\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/gottardo.jpg\" data-title=\"Castel San Gottardo (Mezzocorona)\" data-description=\"Castel San Gottardo, sorto in posizione spettacolare, annidato su di una rupe a strapiombo sopra l&rsquo;abitato di Mezzocorona, incanta non solo per la sua posizione, ma anche per la leggenda del basilisco, che si fa viva nel ritrovamento, qualche anno fa, di impronte di dinosauri proprio l&igrave;, dove si narra che il temibile drago abbia vissuto.\nIl castello &egrave; un raro esempio di corona, costruzione medievale all&rsquo;interno di una caverna o sottoroccia, anticamente tra le maggiori e pi&ugrave; imponenti di tutto il principato di Trento. Corona di Mezo &egrave; infatti il nome pi&ugrave; antico dato al castello, solo in seguito denominato di S. Gottardo, nome con cui &egrave; conosciuto attualmente. Mezo, che si vuol far derivare dal latino medium, cio&egrave; pianura, era la denominazione generica di tutto il sottostante piano, che si estende sia sulla destra che sulla sinistra del torrente Noce. Sicuramente l&rsquo;antico castello fu edificato prima del 1181, anno in cui vengono scritte le prime notizie.\nLa caverna che ospita i ruderi della roccaforte &egrave; raggiungibile in venti minuti a piedi dal paese, mediante un ripido sentiero, che si snoda dal sottostante Castel Firmian. Il maniero &egrave; attualmente in rovina, tuttavia sono riconoscibili il portone d&rsquo;entrata, sopra al quale appaiono ancora le tracce di un doppio stemma affrescato con visibile un drago, e le feritoie che difendevano l&rsquo;entrata della fortezza. \nDel complesso fanno parte le tracce dell&rsquo;edificio destinato probabilmente ad avamposto di difesa, i resti del palazzetto principale, nel quale un tempo dimoravano i conti Firmian, i signori di Mezzocorona, e della chiesetta dedicata a S.Gottardo. Quest&#039;ultima, dedicata al patrono del paese, fu costruita all&rsquo;inizio del XIII secolo in un incavo nella roccia e divenne ben presto meta di pellegrinaggi dal sottostante paese. \nQuando la nuova concezione di vita dettata dal Rinascimento giunse nelle nostre vallate, le caverne furono abbattute per pi&ugrave; comode e signorili dimore. Cos&igrave; accadde anche per Castel San Gottardo, che venne abbandonato in quanto il conte spost&ograve; la sua residenza nel palazzo fortificato ai piedi della rupe, detta appunto Castel Firmian: pi&ugrave; confortevole, munito di una torre quadrata e di una robusta cinta merlata con profondi fossati. \nIl castello &egrave; diventato importante punto di interesse archeologico, dopo il ritrovamento, nella caverna dove sorge il castello, di tracce fossili di dinosauro.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/gottardo-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Castel San Gottardo (Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/museo-degli-usi-e-costumi-della-gente-trentina-vista-dall-alto\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Museo-degli-Usi-e-Costumi-della-Gente-Trentina.-Vista-dall-alto.jpg\" data-title=\"Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (San Michele all&#039;Adige)\" data-description=\"Il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (MUCGT), nato nel 1968 nella suggestiva cornice dell&#039;antico convento agostiniano di San Michele all&#039;Adige, grazie alla felice intuizione museografica di &Scaron;ebesta, concretizza le idee del fondatore in un ricco percorso espositivo che attraversa ben 43 sale, snodandosi dal basso verso l&#039;alto in senso elicoidale e articolandosi su 5 livelli, in 25 diverse sezioni. Con pi&ugrave; di 12.000 oggetti esposti, tra i quali spiccano le grandi macchine ad acqua - mulino, fucina e segheria veneziana &ndash; il Museo si distingue per l&#039;attenzione che dedica al sistema agrosilvopastorale della montagna trentina e alle lavorazioni artigiane di supporto al mondo contadino &ndash; legno, ferro, rame, ceramica, tessuti &ndash; fino alle testimonianze della religiosit&agrave;, della musica e del folklore. Prende cos&igrave; forma, tra gli strumenti di lavoro e gli oggetti della vita quotidiana, un lungo racconto per tappe, che getta uno sguardo d&#039;insieme su di un mondo popolare ricco di suggestioni e di creativa ingegnosit&agrave;.\nIl Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina &egrave; anche il luogo ideale per avvicinarsi alla memoria e alle radici del territorio. All&#039;esposizione permanente il Museo affianca infatti un&#039;intensa attivit&agrave; didattica, editoriale e di ricerca. Il Museo funge da centro di studi etnografici per l&#039;intero arco alpino, attraverso il Seminario Permanente di Etnografia Alpina (SPEA) e l&rsquo;Itinerario etnografico del Trentino, e da centro studi dei carnevali europei con il progetto Carnival King of Europe. &Egrave; inoltre depositario dell&rsquo;Archivio Provinciale della Tradizione Orale (APTO), che raccoglie gran parte dei materiali delle ricerche etnomusicologiche condotte nel Trentino a partire dal 1954.\n\nAltra eccellenza del Museo &egrave; la Biblioteca &Scaron;ebesta, specializzata in antropologia culturale, etnografia alpina, storia locale trentina, studi di cultura materiale, che accoglie oltre 17.000 monografie e un centinaio di testate di periodici. \">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Museo-degli-Usi-e-Costumi-della-Gente-Trentina.-Vista-dall-alto-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (San Michele all&#039;Adige)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/palazzo-martini-mezzocorona-esterni\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Palazzo-Martini-Mezzocorona-esterni.jpg\" data-title=\"Palazzo Martini (Mezzocorona)\" data-description=\"Palazzo Martini, elegante edificio risalente alla seconda met&agrave; del XVII secolo, sorge nel cuore del paese di Mezzocorona, ma circondato dal verde dei vigneti e del giardino, quasi sorvegliato da una secolare quercia.\nLa dimora fu prima della Casata De Vescovi, come testimonia lo stemma con i leoni rampanti affrescato sopra il portale d&rsquo;ingresso, poi dei Conti Martini, in seguito al matrimonio di Teresa De Vescovi con Carlo Martini di Calliano (1714).\nLa facciata si propone maestosa con i decori in pietra attorno alle finestre, ed un prezioso affresco raffigurante la Sacra Famiglia datato 1663.\nGli interni del palazzo riassumono negli affreschi, negli arredi e nelle decorazioni, secoli di storia. Gli arredi sono di varie epoche e stili che spaziano dal Settecento ad inizio Novecento. Sono presenti pregevoli tele di Joachim Anton Mayr, rappresentante del barocco trentino, attivo durante la seconda met&agrave; del secolo XVIII. Un altro pittore di talento che ha lavorato in palazzo Martini &egrave; Giovan Battista Le Gru, sul finire del Settecento, autore delle decorazioni nella Sala delle Feste e nella Biblioteca. Alcune tele di autori non ancora identificati, raffiguranti nobili e prelati, ed una ricca raccolta di stampe, completano l&rsquo;insieme. Tra le stampe figura la serie di ritratti di antenati della casata Thun e Martini prodotta dal conte Lattanzio Firmian (1712-1786).\nDegne di particolare nota, infine, le preziose stufe in ceramica decorate, risalenti al XVII e XVIII secolo.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Palazzo-Martini-Mezzocorona-esterni-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Palazzo Martini (Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/belasi\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/belasi.jpg\" data-title=\"Castel Belasi (Campodenno)\" data-description=\"Le alte mura di cinta che ne difendono l&#039;intero perimetro possono a prima vista stridere con la posizione ben poco strategica in cui sorge, circondato da un bosco di conifere, Castel Belasi. Costruito a poca distanza dall&#039;abitato di Campodenno, il castello affonda le sue origini al XII secolo quando venne eretto a scopi comunitari.   \n\nNel corso della storia Castel Belasi &egrave; passato di mano a numerose delle pi&ugrave; importanti famiglie nobiliari della Val di Non: dai Belasio prima, agli Sporo e ai Khuen di Termeno poi. Abbandonato definitivamente nel corso del secondo dopoguerra il maniero si &egrave; andato via via deteriorando nel corso del tempo. \nGli attacchi del tempo tuttavia non riescono a scalfire l&#039;alta torre poligonale, costruita in resistente granito, che domina ancora incontrastata sull&#039;intera costruzione.   \n\nA protezione del castello si erge una doppia cinta muraria, la maggiore delle quali &egrave; stata progressivamente alzata a partire dal Quattrocento, in concomitanza con la crescita d&rsquo;importanza dell&rsquo;intero maniero. Il palazzo centrale (XVI-XVII sec.) &egrave; collegato al poderoso mastio sulla cui sommit&agrave;, raggiungibile attraverso una scala a chiocciola cinquecentesca, si aprono cinque grandi finestre, punto di belvedere sull&rsquo;intera bassa valle.   \n\nDi propriet&agrave; del comune di Campodenno che ne sta curando gli importanti lavori di restauro al termine dei quali il castello sar&agrave; aperto al pubblico.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/belasi-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Castel Belasi (Campodenno)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/belfort\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/belfort.jpg\" data-title=\"Castel Belfort (Spormaggiore)\" data-description=\"I ruderi di Castel Belfort si trovano lungo la strada statale tra Cavedago e Spormaggiore.\nIl primo documento riguardante il Castel Belforte risale al 1311, quando Enrico conte di boemia concedette la licenza a Tissone di Altspaur di costruire una torre di guardia sulla Via Nuova. Il complesso era composto dall&#039; attuale torre e da un fabbricato ai suoi piedi. Gi&agrave; nel 1350 passa nelle mani dei Raifer di Castel Campo, ben presto torna per&ograve; ai conti del Tirolo. Passano i secoli e le avventure di Castel Belfort si imbattono in un terrificante incendio nel 1670.\n\n\nVenne ricostruito nel 1700, abbattuti i vecchi edifici, venne eretto un nuovo palazzo rettangolare abitato solo nel periodo estivo. Incontra la devastazione e l&#039;abbandono nel periodo napoleonico.\nRimane il bel portale calcareo reggente lo stemma dei Saracini e la monumentalit&agrave; della torre medioevale.\n\n\nI ruderi del castello sono ben visibili dalla strada che da Cavedago conduce a Spormaggiore.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/belfort-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Castel Belfort (Spormaggiore)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/dreicane\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/dreicane.jpg\" data-title=\"Sito archeologico Drei Can&egrave;  (Mezzocorona)\" data-description=\"Il sito archeologico di Drei Can&egrave;, fu messo in luce alla fine degli anni Ottanta, durante i lavori di edificazione di uno nuovo stabilimento della Cantina di Mezzocorona. I lavori edili, portarono alla luce parte di un&rsquo;azienda agricola vocata alla viticultura, alla coltivazione di cereali e all&rsquo;allevamento di ovini e di suini. I resti murari, risultavano divisi in due settori a causa dei lavori moderni, gli ambienti del primo settore sono oggi visibili in situ, purtroppo, le strutture del secondo settore, furono interessate dalla costruzione dell&rsquo;ala est dello stabilimento vinicolo.\n\nLe ricerche archeologiche, hanno consentito di ricostruire la storia di questo abitato rurale, databile non prima dell&rsquo;et&agrave; tardo-repubblicana e il VI secolo d.C., che si snoda attraverso diverse fasi di sviluppo, di espansione, di contrazione e di abbandono.\nLe prime tracce della presenza umana nel sito di Drei Can&eacute;,  si riferiscono a strutture realizzati in pietra e legno, in continuit&agrave; con i modelli protostorici. Questa prima fase, databile nel I secolo a.C. e il primo quarto del II secolo d.C.,  in base al rinvenimento di frammenti ceramici e di fibule. Nei primi decenni del II secolo, l&rsquo;insediamento si riorganizz&ograve;, con la costruzione di tre nuovi edifici, sorti attorno ad un cortile e vicino ad una strada d&rsquo;accesso. Il periodo di maggior sviluppo dell&rsquo;abitato &egrave; tra la piena e tarda et&agrave; romana (III-V secolo d.C.). Tra la fine del V e l&rsquo;inizio del VI il sito viene abbandonato; si registrano azioni di spoglio e il reimpiego di questi materiali in un&rsquo;altra sede abitativa. Alla fine del VI secolo, una violenta alluvione del torrente Noce, caus&ograve; la distruzione dell&rsquo;insediamento.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/dreicane-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Sito archeologico Drei Can&egrave;  (Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/thun\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/thun.jpg\" data-title=\"Castel Thun (Vigo di Ton)\" data-description=\"Emblema degli antichi fasti di una delle pi&ugrave; potenti e ricche casate trentine, quella dei Tono, Castel Thun domina ancor oggi, incontrastato per bellezza e importanza, su tutte le altre residenze e castelli del Trentino e della Val di Non. Riflesso del plurisecolare dominio della nobile famiglia sulla valle, testimone di periodi di gloria come di decadenza, il castello sorge su un&rsquo;altura poco distante dall&rsquo;abitato di Vigo di Ton.     \n\nDopo un lungo periodo di restauro, Castel Thun &egrave; stato aperto al pubblico nell&#039;aprile del 2010.  Il maniero &egrave; ora uno dei complessi museali pi&ugrave; importanti dell&#039;intero arco alpino, sede periferica del famoso Castello del Buonconsiglio di Trento.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/thun-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Castel Thun (Vigo di Ton)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                        <\/ul>\n        <\/div>\n    <\/div>\n    \n<h2>Altre attrazioni<\/h2>\n    <div class=\"lip-container\">\n        <div class=\"lip-main\">         \n            <ul id=\"og-grid\" class=\"og-grid\">\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/andalo\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/andalo.jpg\" data-title=\"Andalo Life Park (Andalo)\" data-description=\"Se stavate cercando un luogo a misura di famiglia in cui divertirvi e avere un sacco di comfort noi l&rsquo;abbiamo trovato per voi! Che Andalo fosse una bella localit&agrave; di montagna lo sapevamo gi&agrave;, che d&rsquo;inverno fosse uno spettacolo pure, ma che avesse un centro sportivo cos&igrave; attentamente attrezzato e curato per le esigenze dei bambini &egrave; stata una bella sorpresa. Oggi lo abbiamo sperimentato per voi! Abbiamo passato 7 ore all&rsquo; Andalo Life Park nel parco di 13 ettari che si estende dietro il Palagiacchio, curato da Andalo Gestioni ed &eacute; stata un&rsquo;esperienza super! Alle 10 gli impianti del divertimento aprono i battenti e vi consigliamo di concentrarvi subito, come abbiamo fatto noi, sugli scivoli del fantastico Winter Park: attrazione per antonomasia del parco. Non fatevi ingannare dal nome: in inverno certo la neve la fa da padrone, ma d&rsquo;estate &egrave; fichissimo lanciarsi con i gommoni colorati gi&ugrave; dai lunghissimi scivoli, immersi nel verde. Fino ai 5 anni i bimbi vanno accompagnati e quindi, con la scusa, pap&agrave; e mamma possono tornare bambini e lanciarsi gi&ugrave; con grandi risate (o anche senza scusa). Gli altri genitori possono usufruire delle sdraio e godersi il relax. Il comodissimo nastro trasportatore evita problemi di risalita e i bambini se la godono un sacco! Un operatore &egrave; sempre presente per garantire la sicurezza. Bellissima idea estiva in totale sicurezza, fidatevi! Alle 12:30 chiude tutto per riaprire alle 15:00, quindi se riuscite vi consigliamo, prima della chiusura, di fare un salto (nel vero senso della parola) nell&rsquo;area gonfiabili, rigorosamente &ldquo;no shoes zone&rdquo; con castelli, scivoli e tappeti elastici, consigliato ai pi&ugrave; piccini.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/andalo-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Andalo Life Park (Andalo)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/la-magia-del-bosco-la-notte-foto-a-ceolan\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/La-Magia-del-Bosco.-La-notte.-Foto-A.-Ceolan.jpg\" data-title=\"La magia del bosco (Mezzocorona)\" data-description=\"Sul Monte di Mezzocorona, nel naturale anfiteatro del Rif. Malga Kraun (1222 m), lungo l&rsquo;ultimo tratto di pascolo estivo, si snoda un piacevole percorso di sculture nel legno.\nUn itinerario permanente, promosso dalla Pro Loco di Mezzocorona, per condurre il visitatore al plurisecolare abete bianco denominato &ldquo;Candelabro&rdquo;, immerso ne &ldquo;La Magia del Bosco&rdquo;.\nLe opere che costellano il sentiero sono realizzate con passione e maestria da artisti dell&rsquo;intaglio nel legno e si ergono con spettacolare equilibrio creando un&#039;insolita galleria all&rsquo;aria aperta.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/La-Magia-del-Bosco.-La-notte.-Foto-A.-Ceolan-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>La magia del bosco (Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/manzi\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/manzi.jpg\" data-title=\"Bait dei Manzi  (Mezzocorona)\" data-description=\"entiero poco frequentato in ambiente solitario, il fondo pu&ograve; essere disagevole in particolare in discesa.\nI dati non sono frutto di un rilievo di precisione GPS ma in gran parte sono stati digitalizzati utilizzando come riferimento e sfondo la cartografia della Provincia Autonoma di Trento. Non vi &egrave; alcuna garanzia sul grado di precisione o sulla correttezza delle coordinate, pertanto, chiunque riscontrasse delle anomalie, inesattezze, imprecisioni o altri problemi nei dati &egrave; gentilmente invitato a comunicarlo alla SAT e al Consorzio Turistico Piana Rotaliana K&ouml;nigsberg, che provvederanno alla verifica della segnalazione.\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/manzi-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Bait dei Manzi  (Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                            <li>\n                    <a href=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/luoghi-di-interesse\/rifugio-malga-kraun-il-rifugio\/\" data-largesrc=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Rifugio-Malga-Kraun-il-rifugio.jpg\" data-title=\"Rifugio Malga Kraun(Mezzocorona)\" data-description=\"A 1.200 metri di quota in mezzo a boschi di faggi e abeti si trova Malga Kraun dove potrete assaporare i piatti tipici della cucina trentina, godere della tranquillit&agrave; e conoscere tanti simpatici animali. Visitare &ldquo;La magia del bosco&rdquo; (un&rsquo;esposizione d&rsquo;arte a cielo aperto) fino ad arrivare al &ldquo;Candelabro&rdquo; un enorme abete bianco che attraverso i secoli &egrave; divenuto un monumento vegetale. Salendo dal Monte di Mezzocorona fermatevi ad ammirare l&rsquo;impressionante panorama sulla piana Rotaliana. Apertura Da fine marzo nei weekend e festivi. Tutti i giorni da inizio giugno fino a fine settembre. Nei weekend fino a inizio novembre. Prima dell&#039;escursione si consiglia di verificare l&rsquo;effettiva apertura del rifugio contattando il gestore. Itinerari: Dal Rifugio si pu&ograve; salire alla cima della Roccapiana e da qui scendere verso la Malga Bodrina, sopra Vigo di Ton. &Egrave; possibile infine la discesa a Rover&eacute; della Luna lungo la valle dei Molini (ore 2.25 di cammino, difficolt&agrave; E).\">\n                        <img src=\"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2017\/04\/Rifugio-Malga-Kraun-il-rifugio-150x150.jpg\" alt=\"\"\/>\n                        <div>Rifugio Malga Kraun(Mezzocorona)<\/div>\n                    <\/a>\n                <\/li>\n                        <\/ul>\n        <\/div>\n    <\/div>\n    \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parchi, laghi e luoghi naturalistici Palazzi, castelli e musei Altre attrazioni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":129,"href":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2\/revisions\/129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.noitrento.it\/zonepastorali\/mezzolombardo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}